L’iceberg dei conflitti: che ci sta sotto i conflitti di coppia? Dal ciclo di vita della famiglia alla teoria dell’attaccamento per comprendere i bisogni nascosti

Litigare è il sale dell’amore? Quando il conflitto è sano nella coppia e quando no. di Cristina Sciacca Psicologa

Articolo diviso in tre parti

1° PARTE L’iceberg dei conflitti: che ci sta sotto i conflitti di coppia? Dal ciclo di vita della famiglia alla teoria dell’attaccamento per comprendere i bisogni nascosti

“Dialogare non significa parlare,

 ma parlare tenendo in considerazione

il punto di vista dell’altro”

Galimberti

1° PARTE: il ciclo di vita della famiglia

Partiamo dal presupposto che segue:

Le Relazioni positive di amore proteggono l’individuo dallo stress e permettono di superare meglio le sfide della vita e i traumi

Ecco perché è fondamentale comprendere meglio ciò che ci sta sotto, dietro, di lato ai conflitti di coppia che così tanto incidono sul benessere dell’individuo, della coppia e della intera famiglia. Litigare con il/la partner nasconde spesso un mondo interiore . Per questo ci fanno stare così male.

Ormai è noto che il problema della conflittualità in generale non sia il non avere conflitti, ma al contrario è sano “litigare”, cioè affermare nella relazione i propri punti di vista, ma il problema sia il COME i conflitti vengono discussi all’interno di un rapporto affettivo.

Come afferma John Gottman Il successo o il fallimento di un matrimonio non dipende dalla presenza dei conflitti nella relazione, ma da come i conflitti sono gestiti .

Il California Divorce Mediation Project afferma che il più comune motivo che porta al divorzio è  la percezione di separazione e di perdita del senso di vicinanza, non sentirsi amati e apprezzati (80%)  il probema di una conflittualità intensa e duratura è riferita solo dal 40% delle coppie.

Allora, andiamo per ordine.

Per cosa litighiamo? Quali sono i conflitti più comuni?

Dipende.

Intanto dipende dallo stadio  del ciclo di vita della famiglia che stiamo attraversando, dato che ognuno di questi prevede cambiamenti ed aggiustamenti continui sia a livello verticale (con le famiglie di origine e con i figli) che a livello orizzontale (tra i partner stessi). Le motivazioni dei conflitti, quelle esplicite riguarderanno, quindi temetiche intra o extra diadiche.

Vediamo qui di seguito alcune caratteristiche delle fasi del ciclo di vita della famiglia in cui è più alto il rischio di separazione.

  1. Siamo nella fase iniziale dell’innamoramento.

In questo caso la conflittualità è davvero molto bassa dato che stiamo vivendo quella fase che viene chiamata anche dell’illusione d’amore, o follia a due, in cui il partner è proprio tutto ciò di cui ho bisogno, mi capisce al volo. Questa fase, che ovviamente è fisiologica ed ha basi biologiche che vanno al di là del nostro controllo e che sono volte anche alla conservazione della specie, di solito ha una durata che arriva fino a 10/12 mesi circa. Se la coppia supera la fase simbiotica dell’illusione e inizia a vivere la disillusione che comporta il vedere nell’altro una persona con i suoi difetti, senza che la coppia scoppi proprio per questo,  allora si passa alla fase successiva

  • Siamo nella fase della creazione della coppia-

In questo caso la coppia si trova a dover negoziare su diversi fronti per potersi distinguere da ciò che è esterno per creare il NOI mantenendo l’equilibrio con il sé individuale. Tra i motivi più comuni di conflitto ci sono quelli che s riferiranno alla definizione dei confini. I confini di una coppia riguardano la delimitazione di ciò che riguarda i rapporti  extra diadici, ovverosia rispetto all’esterno della coppia stessa, cioè:

– con la famiglia d’origine (piano verticale),

–  con la rete sociale (piano orizzontale), rapporti con gli amici e gli ex

 e la delimitazione dei rapporti  intra diadici, cioè rispetto ai singoli partner della stessa coppia.

E’ importante che i confini siano permeabili e non rigidi o non chiari (diffusi) o addirittura inesistenti. Arrivare alla costruzione del “noi” ma mantenere l’”io”. Mantenere l’autonomia individuale e la differenziazione dall’altro, contro la fusionalità tipica della prima fase dell’amore, quella dell’innamoramento (fase narcisistica = tu mi servi per vivere, senza di te non posso vivere). Poi si litiga per la gestione del tempo libero, le attività da svolgere e i tempi dello stare insieme.

  • Stadio della famiglia con figli piccoli

Qui tutto si complica, dato che oltre al piano della coppia propriamente detta (coppia “coniugale”) si va ad aggiungere la coppia genitoriale. E come si sa, in questo caso non si tratta di una somma, ma di un passaggio che aumenta la complessità delle relazioni a livello esponenziale .I conflitti più comuni in questa fase riguarderanno la suddivisione dei compiti di cura dei figli e di gestione della casa: chi si alza di notte, chi fa la spesa, faccio tutto io, tu non fai mai niente, sei inaffidabile, se non ci fosse tua madre…; tu vai a calcetto mentre io non posso; usciamo? No dobbiamo stare coi bambini! Li abbiamo fatti ora ce li teniamo! ecc. Un’altra area molto tipica di conflitto in questa fase riguarderà l’educazione dei figli, senza parlare di quelli per la disponibilità ad avere rapporti sessuali . Dei soldi, di come prendere le deisioni.

  • Stadio della famiglia con figli adolescenti

Proprio stamattina ho visto su Lercio un articolo che suonava così: è possibile ibernarsi per evitare l’adolescenza dei figli. Qui i compiti di sviluppo riguarderanno le regole da dare ai figli, il  ritrovarsi come coppia dopo essersi occupati per tanti anni della cura dei figli. Del sesso. Dei soldi.

  • Stadio della famiglie con i figli adulti che escono di casa

E’ il famoso nido vuoto che apre a dinamiche di solitudine  e di vuoti notevoli dove il ritrovarsi come coppia è ancora più importante.

Quindi, qualunque sia la fase che si sta attraversando  i contenuti dei conflitti si possono suddividere in due macro categorie

1. quelli che riguardano tematiche intra diadiche:

-Gelosie

-divisione compiti

-presa di decisioni

-sessualità

-problematiche economiche

– gestione tempo libero

-espressione dei sentimenti

2. quelli che riguardano tematiche extradiadiche:

-relazioni con le famiglie d’origine

-relazioni esterne (amicizie)

-Interfaccia casa lavoro

-Problemi lavorativi

Nella seconda parte di questo scritto si parlerà dell’iceberg dei conflitti.

Di Cristina Sciacca Psicologa