PSICOPILLOLE: La regolazione emotiva e la sintonizzazione affettiva nella mamma responsiva

Sto viaggiando in treno. Sto apprezzando sempre di più il viaggiare come passeggera in treno. Trovo molto riposante muovermi, fare chilometri e pensare ai fatti miei, leggere, scrivere, telefonare, oziare e osservare, cose che mentre guido non sono altrettanto possibili, inizio a stancarmi a guidare tanto. Ecco, osservare mi piace molto.

Ora, ad esempio sono piacevolmente attratta da questa signora sulla trentina che è appena salita. Veste in modo semplice e comodo, indossa una tuta da ginnastica grigia con scritte e scarpe tipo All Star, ha i capelli raccolti in una treccia che aderisce alla testa ed è una mamma.

Con sè ha la sua bambina, una piccolina ricciolina che avrà al massimo tre anni. Ora la signora volge il viso dalla mia parte, la vedo meglio: sarà sui trentacinque, o non li porta granchè bene. Quando salgono in treno bambini piccoli mi sento minacciata nella mia tranquillità in quanto spesso sono rumorosi e, dico la verità, mi disturbano. Non in questo caso. Ciò che mi colpisce del modo di questa signora è che mi fa riflettere e scrivere per condividere qui a proposito del ruolo genitoriale di “regolazione emotiva e sintonizzazione affettiva“. La regolazione è una funzione fondamentale che i genitori devono svolgere per aiutare i bambini ad imparare a gestire le emozioni, le loro percezioni, le sensazioni che provano. Competenza fondamentale da acquisire, utile poi per tutta la vita.

Questa signora le parla continuamente con voce calma e calda. Sempre. Quando la bimba urletta o parla molto forte, lei non si sa regolare, la mamma le risponde sempre a bassa voce e la bimba, per natura, è portata ad imitarla, ha uno specchio di comportamento. Ah, io non capisco cosa dicono, tranne quando la bimba, eccitata, ripete a voce alta le stazioni di arrivo “Faenza stazione di Faenza” , “treno regionale”, perchè loro parlano un’altra lingua. Dell’est, credo. Non importa, per capire che questa mamma sta lavorando per insegnare alla sua piccola ricciolina la capacità di regolazione emotiva basta cogliere il non verbale.

Ecco,ora la bimba da segni di stanchezza e la sua mamma, prontamente, li coglie, sbatte le palpebre più spesso e si strofina gli occhietti, per esempio. Allora la sta prendendo in braccio e continua a parlarle dolcemente sfogliando il libricino insieme. Questa è la sintonizzazione affettiva: la mamma “sente” la sua bambina. Sintonizzandosi con la bimba la accoglie, la contiene, la regola e la calma. Non la sgrida, la guida. La regola, appunto, nelle sue percezioni, nelle sue emozioni, nel comprendere le sue stesse sensazioni. E’ una mamma responsiva, che, cioè, reagisce in modo adeguato e si adatta ai bisogni della sua bambina: bisogno di sentirsi amata, di sentirsi valorizzata, accolta, contenuta, vista e sentita. E’ una mamma che le dedica tempo, attenzioni.

Questo comportamento materno è predittivo di una crescita sana ed equilibrata in quanto la bimba può crescere con una base sicura e potrebbe sviluppare uno stile di attaccamento sicuro (prossimamente farò un altra psicopillola in proposito).

Ora è entrato nel vagone un signore con una fisarmonica, suona e chiede un obolo. La mamma scambia con me un’occhiata eloquente: “Accidenti, si era appena addormentata!!” , ma non fa una piega, ha un notevole self control ‘sta donna. La bimba apre gli occhi, lo guarda e si gira dall’altra parte. Per fortuna!!!!

Sono arrivata, il viaggio è stato piacevole e, per me, istruttivo e produttivo.

Scendo, non prima di essermi complimentata e di avere ringraziato questa mamma.

Cristina Sciacca psicologa

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